Una tensostruttura può essere una soluzione comoda e veloce, ma il suo status giuridico non è mai "dato in anticipo". Il fatto che venga trattata come una struttura temporanea, un edificio o - in casi estremi - una costruzione, è determinato dalle sue specifiche caratteristiche tecniche, dalla durata del suo utilizzo e dalle modalità di montaggio, non dal nome della struttura stessa. Se state progettando di erigere una sala, verificate sempre la durata prevista, l'eventuale interferenza con il terreno e la posizione dell'autorità locale, poiché questi sono gli elementi che più spesso determinano formalità e tasse. Un approccio informato in fase di progettazione evita costosi aggiustamenti, controversie e spiacevoli sorprese dopo l'installazione.

Una tensostruttura è un edificio? La legge edilizia dice "dipende". - verificare cosa esattamente

La prima risposta, la più giusta, è che la legislazione edilizia non fornisce un'etichetta semplice che possa essere automaticamente apposta su ogni tendone. Ed è proprio questa mancanza di singolarità zero a causare la maggior parte dei problemi nella pratica. Il legislatore opera con criteri tecnici e funzionali specifici e non con il nome dell'oggetto usato nel linguaggio quotidiano o nel marketing. Ciò significa che è irrilevante che il produttore chiami la struttura "padiglione", "tenda" o "padiglione": ciò che conta è come viene montata, per quanto tempo viene utilizzata e quanto interferisce con il terreno. Se vi aspettate un semplice "sì" o "no", purtroppo dovete avere pazienza, perché la risposta dipende sempre da dettagli che spesso vengono trascurati nella fase di pianificazione di un progetto.

In pratica, le autorità e i tribunali si basano sulle definizioni di legge, che sono piuttosto precise, anche se non sempre intuitive. Un edificio deve essere permanentemente attaccato al suolo, avere fondamenta, un tetto e partizioni separate. Nel caso delle tensostrutture, il problema è soprattutto la mancanza di fondamenta e la possibilità di smontaggio, che compromettono automaticamente il rispetto di queste condizioni. D'altra parte, se la struttura rimane in piedi per lungo tempo, è stabilizzata, collegata alle utenze e ha una funzione di stoccaggio o di produzione, il funzionario non guarda più solo alla teoria, ma all'uso effettivo. Pertanto, è bene essere consapevoli già in questa fase che ogni dettaglio tecnico può avere un'importanza legale, che poi si traduce in scartoffie, tasse e responsabilità.

Tensostruttura: edificio o struttura? Una domanda, tre interpretazioni e conseguenze reali

Questa è una di quelle domande che sembrano innocue, ma che in realtà aprono una serie di controversie interpretative. Una tensostruttura molto raramente rientra nella definizione di edificio, ma questo non significa affatto che "esca" automaticamente dal sistema del diritto edilizio. In pratica, il più delle volte finisce nella categoria delle strutture edilizie, o più precisamente delle costruzioni temporanee, il che di per sé solleva ulteriori conseguenze. Ed è qui che sorge il problema: il diritto edilizio e il diritto tributario non parlano sempre la stessa lingua e le loro definizioni possono differire. Il risultato? Lo stesso oggetto può essere valutato in modo diverso a seconda di chi lo guarda.

La prima interpretazione è che una tensostruttura è una tipica struttura temporanea che non è né un edificio né una struttura in senso classico. La seconda - sempre più utilizzata dai comuni - cerca di "tirarla su" sotto un edificio, soprattutto se la struttura rimane in piedi per molto tempo ed è utilizzata per attività commerciali. La terza, la più rara ma più costosa, si verifica quando la sala è eretta in modo permanente, dotata di fondamenta o elementi ancorati in modo permanente - in tal caso può essere considerata un edificio.

Ognuna di queste interpretazioni delle norme edilizie per le tensostrutture comporta obblighi formali diversi, rischi diversi e oneri finanziari completamente diversi, per cui non vale la pena trattare la questione come una considerazione puramente teorica.

Se una sala è un edificio secondo l'autorità - una controversia che potrebbe costare tasse

Qui inizia l'area in cui molti investitori sono francamente perplessi. Le autorità fiscali e le autorità locali guardano molto spesso alle tensostrutture attraverso il prisma dell'imposta sulla proprietà, piuttosto che attraverso la definizione pura e semplice della legge edilizia. Nella loro valutazione, ciò che conta è se la struttura è funzionalmente collegata all'attività, se rimane in piedi per un lungo periodo di tempo e se il suo smantellamento è in pratica solo teorico. In questi casi, c'è la tentazione di considerare il capannone come un edificio, il che apre automaticamente la strada alla tassazione del suo valore. E qui iniziano le controversie, che possono protrarsi per anni.

I tribunali amministrativi non sono unanimi su questo tema, il che complica ulteriormente la situazione. Da un lato, ci sono sentenze che indicano che una tensostruttura, in quanto oggetto non esplicitamente elencato nel catalogo delle strutture, non deve essere tassata. Dall'altro, ci sono sentenze che sottolineano che l'uso effettivo può prevalere sulla qualificazione formale. Il risultato è che lo stesso tipo di capannone in un comune non è soggetto a imposta, mentre in un altro sì.

Se gestite un'attività commerciale e prevedete di utilizzare la tensostruttura a lungo termine, questa controversia non è astratta: può tradursi direttamente in un'imposta sulla tensostruttura e, in casi estremi, anche in arretrati fiscali.

Un tendone è una struttura ai sensi della normativa o solo una "struttura temporanea"? Il confine può essere sottile

La legge sulle costruzioni utilizza il concetto di struttura temporanea, che a prima vista sembra adattarsi perfettamente alle tensostrutture. Una struttura di questo tipo è destinata a essere utilizzata per un periodo di tempo limitato, non ha un collegamento permanente con il terreno e può essere spostata o demolita senza disturbare la struttura del sito. In teoria questo sembra chiaro, ma in pratica il problema è proprio l'interpretazione del termine "temporaneo". Perché un oggetto in uso per qualche mese è ancora temporaneo? E se è rimasto in piedi per due anni, ma formalmente può essere smontato in una settimana?

Il confine tra "tenda" e "struttura" inizia a sfumare quando compaiono elementi di stabilizzazione, collegamenti, installazioni e attrezzature permanenti. Anche senza fondamenta, l'autorità può ritenere che la struttura abbia una funzione permanente e che il suo smantellamento sia solo potenziale, non reale. È in questi casi che diventa fondamentale documentare la natura dell'uso e non solo le prestazioni tecniche. Se la sala viene trattata come una soluzione stagionale o temporanea, è necessario dimostrarlo realisticamente, non solo dichiararlo. Altrimenti la "temporaneità" potrebbe essere messa in discussione prima del previsto.

Vale la pena di sottolineare che le stesse regole si applicano non solo alle classiche tende di stoccaggio, ma anche alle tende agricole, alle tende per fattorie e alle tende per officine, indipendentemente dal loro scopo. La funzione della struttura non la mette al riparo dalla valutazione legale: se la struttura rimane in piedi per lungo tempo, è dotata di infissi e arredi e sostituisce realisticamente una struttura permanente, l'autorità applicherà criteri identici, indipendentemente dal fatto che vi siano depositati macchinari agricoli, attrezzature o operazioni quotidiane.

La tensostruttura è una struttura dopo 180 giorni? Scoprite quando termina la notifica e inizia l'autorizzazione

Uno dei criteri più pratici e allo stesso tempo più spesso trascurati è il tempo di utilizzo della struttura. La legge edilizia indica chiaramente che una tensostruttura in uso fino a 180 giorni può essere costruita sulla base di una notifica, senza una licenza edilizia, senza un direttore dei lavori e senza una documentazione progettuale completa. Si tratta di un'enorme semplificazione che invoglia a trattare questo termine in modo flessibile. Il problema è che 180 giorni sono un limite rigido, e superarlo - anche involontariamente - cambia radicalmente la situazione legale.

Dopo questo periodo, la struttura cessa di essere una soluzione temporanea "innocente" e inizia a rientrare nel regime di una licenza edilizia. Ciò implica la necessità di preparare un progetto, nominare un direttore dei lavori e ottenere una decisione amministrativa, la cui assenza può comportare sanzioni. Inoltre, l'utilizzo a lungo termine aumenta il rischio che il capannone venga classificato come struttura anche dal punto di vista fiscale.

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